Su e giù sui Corni di Canzo, un percorso di roccette e panorami a toccare le tre cime dei corni. Un'ottima palestra per chi vuole mettersi alla prova in percorsi per escursionisti esperti. Necessario passo sicuro e zero vertigini, da veri stambecchi!

WILD per "facili roccette"

Mercoledì 27 marzo 2024

Canzo, Triangolo Lariano

Escursione impegnativa

Livello
Fast & Wild

Iscrizioni aperte

Le iscrizioni chiudono il 26 marzo 2024

  • Dislivello: 1.200 mt

  • Sviluppo: 12 km

  • Difficoltà: L’escursione si svolge lungo sentieri per lunghi tratti impegnativi e di categoria EE – Escursioni Esperti, con molti passaggi esposti.

  • Attrezzatura: Scarpe da trekking OBBLIGATORIE, Acqua, Zaino, Abbigliamento da escursionismo adatto alla stagione (vedi i consigli per Abbigliamento e Attrezzatura)

  • Pasti: pranzo al sacco

  • Ritrovo: ore 9.00 – Canzo (Loc. Fonte Gajum)

  • Fine Escursione: ore 16.30 circa

  • Partecipanti: 8 max

  • Guida: Marco Servettini

  • Costo: 25 €

  • Pagamento: Contanti, Bonifico, Satispay

  • Assicurazioni: RC della guida; Infortuni Clienti; Recupero di soccorso

Descrizione

I Corni di Canzo sono una delle classiche del Triangolo Lariano più gettonate: belle viste su Lago di Como, grigne e Lecco, ci si arriva da tanti punti, e poi c’è l’ottimo appoggio al Rifugio SEV.

La prima volta che sono salito mi sono trovato alla Forcella dei Corni, in mezzo tra i due corni principali – occidentale e centrale: ho dato uno sguardo di qua, uno di là … e poi mesto mesto sono andato al Corno Orientale, il più accessibile.

Da quei tempi (ma sono solo pochi anni fa) sono tornato tante volte, e i Corni sono stata una delle mie palestre per imparare ad “arrampicare” sui percorsi più impegnativi. E per questo la propongo volentieri, ma nella versione integrale: andiamo “sui” Corni di Canzo, e non solo “ai” Corni di Canzo.

Dalla fonte Gajum – 480 mt – si sale verso Prim’Alpe, passiamo alti su Second’Alpe fino alla Colma di Val Ravella e all’Acqua del Fò, e poi su per bella pendenza alla bocchetta di Luera.

Da qui siamo in poco al Corno Orientale – 1.239 mt – quello facile, che si affaccia su Lecco e il Lago di Annone. Davanti a noi la cresta del corno che sale sud-est: se mai fate la ferrata del Corno Rat, proseguite e gustatevi la cresta del Corno Orientale, e scoprirete che in realtà questo è il corno più impegnativo e divertente.

Riscendiamo alla bocchetta per risalire il Corno Centrale -1.368 mt – lungo un tratto attrezzato da cui si apre una vista spettacolare e aerea sul Lago di Como e sulle grigne.

Conquistata la seconda croce, si scende sull’altro lato verso la Forcella dei Corni, per dirgersi sul corno più massiccio, quello occidentale. La salita è bella ripida ma non troppo esposta, in un  lungo canale che ci porta dritto alla croce in cima al Corno Occidentale – 1.373 mt slm. Qui la vista è spaziale e possiamo rifiatare, ma l’opera non è conclusa: c’è da proseguire per scendere sull’altro lato, lungo l’aerea cresta che si raggiunge anche con la Ferrata del Centenario, fin giù all’ultima croce  che saluta (o accoglie) chi viene ai Corni di Canzo.

Nel mezzo del percorso … ma non posso dire dove … entreremo in una fessura nella roccia, un vero e proprio canyon in mezzo ai corni, molto spettacolare.

Per la discesa puntiamo verso Terz’Alpe, dove possiamo finalmente bere una meritata birra, prima di chiudere il percorso per la Val Ravella, una perla in cui possiamo scendere cullati dal rumore del torrente.

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