Un trekking in alta quota, tra valli e ghiacciai Attraverso l'ambiente incontaminato della Val Formazza Alla scoperta di paesaggi spettacolari e di pittoreschi borghi montani In un piccolo gruppo, per grandi emozioni.
Da giovedì 20 a domenica 23 agosto 2026
Val Formazza
Trekking di più giorni
Livello
Alto / Energy
Iscrizioni aperte
Le iscrizioni chiudono il 31 maggio 2026
Descrizione
La traversata della Val Formazza da Riale all’Alpe Devero all’Alpe Veglia è un trekking di scoperta di paesaggi spettacolari tra le maestose vette delle Alpi Lepontine
Per gli amanti delle lunghe camminate in montagna questa è sicuramente uno dei percorsi più belli delle Alpi,
che unisce pittoreschi e rinomati borghi montani attraverso un ambiente incontaminato.
A CHI SI RIVOLGE: camminatori allenati che vogliono crescere, mettersi in gioco, esplorare spazi incontaminati e poco frequentati
Si richiede un buon livello di forma fisica e abitudine a camminare molte ore su terreni di montagna. I percorsi proposti presentano difficoltà escursionistica, con tratti EE (Escursionisti Esperti), con passaggi su pendii ripidi e per brevi tratti esposti, ma mai con difficoltà rilevanti.
Affronteremo il percorso con un passo costante e deciso, ma mantenendo ritmi adeguati al gruppo, per porre le dovute attenzioni nei passaggi più impegnativi, e per godere il fascino della natura che incontreremo.
PROGRAMMA

Giorno 1 – Da Riale al Rifugio Eugenio Margaroli
Lunghezza: 16 km, Dislivello: 1.300 mt d+, 900 d-
Cena e Notte: Rifugio Margaroli
Ci ritroviamo a Crodo, dove lasciamo le auto (per ritrovarle in chiusura del trekking) e con il bus di linea arriviamo al borgo di Riale (1.730 mt slm), in cima alla Val Formazza.
Scesi dal bus si parte di buon passo verso la diga e il lago di Morasco, per prendere confidenza con gli ampi spazi e la vista delle Alpi Lepontine.
Aggirato il lago si risale la stretta valletta del Rio del Sabbione fino al Lago del Sabbione, dove la vista si fa imponente: davanti il lago e il Ghiacciaio del Sabbione, in fondo, e sulla destra il Piano dei Camosci e il Rifugio Città di Busto in bella vista.
Un passaggio al Rifugio Somma Lombardo (2.570 mt) per un caffè e ci incamminiamo sul Sentiero G37: inaugurato il 21 agosto 2021 permette il collegamento tra il Rifugio Somma Lombardo ed il Rifugio Margaroli attraversando un paesaggio unico e ricco di particolarità naturalistiche e geologiche. Si raggiunge il Lago Gemelli di Ban e da qui si risalgono morene e ghiaioni fino alla cima del Pizzo del Costone (2.950 mt), per riscendere in un ampio vallone dal quale svettano le bianche Guglie del Lebendun (2.879 mt) una formazione calcarea dallo spiccato colore bianco in un paesaggio quasi lunare.
Siamo al cospetto del Ghiacciaio dell’Arbola, che solo qualche km prima sembrava così lontano, e dall’altra parte del Lago del Sabbione è visibile il Rifugio Claudio e Bruno, sotto al Blinnenhorn, il Corno Cieco (3.374 mt).
Superato il Passo del Vannino inizia la discesa verso il Lago Sruer e il Lago Vannino, dove troviamo la nostra prima meta, il Rifugio Eugenio Margaroli (2.193 mt).
Giorno 2: Dal Rifugio Margaroli all’Alpe Devero
Lunghezza: 22 km, Dislivello: 1.100 mt d+, 1.500 d-
Cena e Notte: Rifugio CAI Enrico Castiglioni
Costeggiando il Lago del Vannino ci dirigiamo verso il Lago di Busin Inferiore, dove troviamo il Bivacco Busin (2.404 mt), ai piedi del Monte Giove (3.009 mt): non possiamo non approfittare per “conquistare” un tremila! Sono solo 600 metri di dislivello, e la vista lassù è portentosa, per cui animo e si sale (e poi si riscende) per tornare al Bivacco Busin … ottimo appoggio per pranzo e caffè.
Riprendiamo la traversata verso il Lago di Busin Superiore (2.450 mt), un bel passaggio panoramico per la Bocchetta della Valle (2.574 mt) e inizia la lunga discesa verso il Lago di Devero (1.850 mt), attraverso un’ampia valle incontaminata. Siamo nel Parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, un vero paradiso di natura alpina.
Si scende con il lago a vista sulla destra, fino al rinomato borgo alpino di Crampiolo (1.768 mt), un gioiello che da solo vale la visita al Devero.
Ormai ci siamo quasi, l’ultimo tratto ci porta nella caratteristica piana dell’Alpe Devero, fino al Rifugio CAI Enrico Castiglioni (1.640 mt), dove saremo ospitati per la cena e la notte.
Giorno 3: Dall’Alpe Devero all’Alpe Veglia
Lunghezza: 16 km, Dislivello: 1.000 mt d+, 900 mt d-
Cena e Notte: Rifugio Citta Di Arona
La traversata ha da regalare ancora passaggi suggestivi: dalla frazione di Piedemonte lasciamo l’Alpe Devero … e saliamo sulla vallata solcata da Rio di Buscagna, che con ampie e dolci anse disegna un paesaggio unico.
La salita per pietraie si fa più impegnativa, fino al passo Scatta d’Orogna (2.462 mt) dove la vista si apre sulla vallata che lasciamo. Superiamo il piccolo Lago d’Orogna per risalire al Passo di Valtendra (2.433 mt) per un lungo e suggestivo traverso, e la vista si apre sulla vallata che ci porta al Veglia. La discesa si fa decisa, fino ad entrare nel bosco, e costeggiando il Rio Frua arriviamo ai primi ampi prati dell’alpeggio: la vista si apre e davanti a noi appare il Monte Leone (3.552 mt), maestoso e belissimo, che ci farà compagnia fino al mattino.
Siamo ormai vicini all’Alpe Veglia, e raggiungiamo lo storico Rifugio Citta Di Arona (1.758 mt), che domina la caratteristica conca, rimasta incontaminata: quasi un balzo di un secolo indietro.
Per chi non è stanco, vale la pena fare un bel giro dell’Alpe, tra borghi intatti nel tempo, al cospetto del Monte Leone, e con un passaggio alla suggestiva Cascata della Frua al tramonto.
Giorno 4: dall’Alpe Veglia a Crodo
Lunghezza: 20 km, Dislivello: 600 mt d+, 1.500 mt d-
Ultima tappa di chiusura, che per l’Alta Via della Val Divedro permette di tornare al fondo valle. Primo step l’Alpe Ciamporino (1.936 mt) dove superiamo velocemente i moderni impianti che salgono da San Domenico di Varzio, e con una lunga camminata per mulattiere arriviamo al Rifugio Pietro Crosta (1.750 mt). In prossimità dell’incrocio con la Val Formazza percorriamo il Passo Buca del Lupo (1.602 mt) e il Passo della Colmine (1.605 mt) per cominciare la decisa discesa, che ci porterà alla frazione di Mozzio (825 mt), dove ci aspettano le auto, e la conclusione del trekking davanti ad una strameritata birra!
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